Ciao Goran – un anno fa

Queste sono le parole che avevo scritto per Goran Kuzminac, il mio amico cantautore che giusto un anno fa ci ha lasciati. Si, era famoso lui, e non riesco a non sentire la sua mancanza.

Eeeeehi! Ma cosa ci fai lì su? Eh? Come dici? Stai volando? Beh lo vedo che stai volando! Ma come fai?
Ah ho capito, stanotte ti sei sentito così matto da volerci provare.
Ma dove sei diretto? Parla più forte che non ti sento da qui!
Si, ho sentito, sei diretto in alto, sempre più in alto, c’era da aspettarselo.
E cosa ci fai con la chitarra in spalla? Beh, che domande.. dove e quando mai tu senza chitarra..
Ma è lontana la destinazione?
Mmmh.. capisco. Vabbé di sicuro non ti stancherai, sei così leggero! Si, hai capito bene, tu leggero! Sei un gigante leggero adesso!
Eh? Ma chi io? Piango?
No Goran, quelle sono lacrime che il vento spazza via subito, non servono! Ti ricordi quando mi facesti ridere così tanto che mi uscivano da sole? Si parlava di De Andrè che aveva bisogno del gabinetto sotto il palco prima di ogni concerto perché aveva talmente tanta paura che per un periodo lo fece scrivere nel contratto!
Nel discorso era apparso Ivan che era triste e io ti dicevo che me lo stavo immaginando.
Quando si diventa artisti ci vuole culo, me lo hai insegnato tu. Bisogna cercare in tutti i modi di evitare il passaggio diretto da cantautore emergente a cantautore storico. Che poi, tu lo raccontavi sempre su tutti i palchi, e anche quando il palco non c’era insistevi su questa cosa! Qualcuno diceva “che palle” e tu ti facevi riempire di nuovo il bicchiere di vino.
Si, hai visto bene, sto fumando una sigaretta.
Ahahahahahah ti piacerebbe! Le Marlboro rosse non fanno per me, e so anche che sono le sigarette degli artisti e io non lo sarò mai stando a questo principio!
Come dici? No, dai ora no, devo studiare e tu sei già troppo alto, non posso aspettarti! Più tardi me la faccio una suonatina, solo che non ho la chitarra acustica a portata di mano.
So anche che sono blasfema per te, il finger style sulla classica è robetta perchè con le corde di nylon non mi taglio le dita.
Ma quando arriverai a destinazione suonerai con Dio?
Capisco… lui suona già di suo quindi lo accompagnerai volentieri. E va bene dai prendi quota, ti lascio andare adesso, non si sa mai, per fare il mercante di niente ci vuole impegno e non basta il tempo.
Come dici? Potresti venirmi in sogno? Beh certo, “certe volte ne ho bisogno”!
Si, te lo prometto, io credo negli angeli. Quando prenderò la mia amata jumbo tra le braccia eviterò di suonare accordi “lisci” perché non danno il giusto colore. Le pizzicherò come facevi tu, queste cazzo di corde!

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Il rumore del silenzio

Un vento freddo
attraversa sincero
i caldi miei pensieri.
Flebile voce
imperversa lontana
la mia malinconia
e risuona violento
il rumore del silenzio.

Goran

Guardami quando vuoi, pensami se lo puoi
Ridi perché lo sai quanto ti penso.
Quanta gente piú in là, pensa a ció che non ha
dice quel che non sa senza pudore.

Se la notte suono la chitarra per pensare meno spesso
che da adesso non tornerai.
Se l’amore bussa alla mia porta e mi narra i tuoi racconti, un uomo solo, contro i venti.

Ero così piccola ed altrettanto fragile ma tanto
fu bello quando io ti incontrai.
Se la notte suoni la chitarra pizzicando quelle corde
americane con Freight train.

Se mi senti son qua, dimmi tu come stai
so che zitto starai perché mi guardi.
E poi tu già lo sai, tanti mentono e poi
dicon che dentro noi non c’é dolore.

Se il dolore fosse vero e saggio come il tuo
almeno dimmi
con quanta forza..
Se il tuo cuore fosse stato freddo e senza tutte le emozioni che hai provato saresti qui?

Quando chiudo gli occhi io ti vedo abbracciato ai tuoi pensieri
a piedi nudi
Su una spiaggia desolata dove il mare assaggia la tua pelle e gli occhi blu.

Tra gli alberi

“La luce filtra tra gli alberi
dall’infinito giunge fino quaggiù,
coi suoi disegni fantastici
sembra morire poi risplende di più
e quando il gioco si sposta su te 
cogliendo a volo un’altra pazza magia
allora penso di ripararmi dove la scelta è mia
tra la paura di confessarmi amore per te ed il coraggio di questa via.
La gente vive nei vicoli e accende mondi con la sua fantasia
dalle miniere dei secoli risale un uomo con un po’ di poesia
allora penso di ripararmi dove la scelta è mia
tra la paura di confessarmi amore per te ed il coraggio di questa via.
E poi i pensieri si perdono e la mia mente si ritrova dov’è
adesso sfioro i tuoi abiti ed il tuo corpo viene verso di me
i gesti muovono semplici e non riamane che il sapore di te.
Allora penso di abbandonarmi ora la scelta è mia,
non ho più voglia di ripararmi amore per te
ed ho il coraggio di questa via.”

Pierangelo Bertoli

Ed è subito Amore.

Cuore giallo

Vorrei solo sentirmi protetta dal calore delle tue braccia ed ascoltare sempre il battito del tuo cuore, quando il petto é caldo di tepore intenso, quando il sorriso diventa rassicirante; io – debole creatura – finirei per piangere lì, sconvolta dai tuoi occhi che mi rivelano l’infinità del tuo Amore!

Mi è scappata la penna…

Quanto peso diamo a pensieri o parole inutili a dirsi e poi fondamentali a farsi?
Quanto tempo impieghiamo a concentrarci su un evento particolare per il quale ci troviamo a pensare in un determinato modo, ad agire istintivamente? E a rifletterci su?
Quanto è importante la comunicazione di sensazioni, progetti, illusioni, idee, sorrisi?
Perchè ci ostiniamo a cercare il meglio quando accettare la propria condizione attuale costa molto meno?
Cosa trasmette un bacio sottile sulla pelle, un respiro ansimante, una voce dal timbro dolce e impacciato, un tocco deciso e uno sguardo implorante?
Quante domande.. e tante altre non vengono via.
Sogno un giorno d’autunno, di quelli soleggiatissimi, un viale alberato lunghissimo, le foglie marroni e gialle sui marciapiedi.
Sogno un uomo felice, con una donna al suo fianco. Lei é la sua donna. Lei lo porterebbe con sè fino all’orizzonte.
Il verbo sognare è infinito, come infinite sarebbero le parole se dovessi descrivere ciò che sogno.
Quella di sognare è l’unica libertà assoluta che ci è concessa e non é vero che ci ferisce.
Questa santa libertà ci lascia vivere, amare, ridere.
Ti vedo intento nel tuo portarti avanti da Uomo leggero, incastrato nella morsa del mondo veloce.
Questa morsa non ti molla, né ti lascia respirare. Almeno alcune volte te ne freghi, è parte di te e te ne fai una ragione.. quando invece é parte degli altri, questi ultimi non ce la fanno e si fermano proprio come te, con la differenza che loro non riescono a proseguire.

Tu invece, incondizionato, vai e la freghi, dipingi i fogli e l’erba verde, il cielo grigio diventa blu, come il mare, con la differenza che il mare è finito mentre il cielo no.
Il cielo è infinito, e ti avvolge in una coltre fittissima che ti abbraccia e ti lascia senza parole.
Il cielo è infinito come sei infinito tu, Amore mio.

Sei tutto ciò che di bello potesse capitare a chiunque.
Sei capitato a me.. e io ti Amo!

Spero di poterti sognare ancora a lungo, per poi tenerti stretto quando ci riabbracceremo.

Images, thinking.