Ricaduta?!?

Ecco, è una vita che non scrivo, forse solo questa estate, una frase qua e là.
Ora però ho iniziato a pensare: e se riaprissi il blog? E’ vero che è un po’ da pazzi dato che non ho neanche il tempo di respirare.

Dunque, pubblicherò il ritorno con un titolo anche abbastanza strambo.

La vita prosegue, la maturità si avvicina e presto me ne andrò via da questa specie di paese in cui vivo. Vorrei tanto trovarmi nella situazione di Truman quando sta per scoprire che tutto il suo mondo è solo una microscopica parte del mondo vero e proprio.

Ho una mezza idea di provare a scribacchiare un po’ qualcosa di nuovo..
Sperando che la pigrizia non incomba troppo.

Ci provo.

San Lorenzo

​Mentre eravamo in spiaggia, buio intorno e questo falò acceso.. tutti vicini, erano sette o otto che io non conoscevo.. mi sono messa tra loro un po’ in imbarazzo perchè ero l’unica non in tenuta da mare. Antonio aveva portato un telo e ci siamo seduti, è saltata fuori una chitarra ma gli altri erano ubriachi e un po’ cannati. Ho acceso una sigaretta e ho imbracciato la chitarra. Ho suonato qualche accordo pensandoti intensamente.. poi mi hanno preso la chitarra e io mi sono sdraiata con la mia borsa come cuscino. Ho assistito allo spettacolo più bello del mondo. 

Milioni e milioni e milioni di stelle proprio su di me. Mi sono totalmente isolata per alcuni minuti. Loro continuavano a bere mentre io guardavo meravigliata quello splendore, il cielo mi sovrastava come un gigante buono e il rumore del mare era il sottofondo. Ho provato la sensazione di essere abbracciata da quella coltre gigante, io, così piccola.

Ho chiuso gli occhi per un attimo, ho cercato di essere totalmente senza pensieri ed ho cercato di rilassarmi. 

Ma nello stesso tempo dominava il pensiero di essere così piccola in quella immensità.

Ho riaperto gli occhi e ne ho viste due contemporaneamente. Due puntini luminosi che si sono incontrati lassù lasciando una scia bianca dietro di loro.

Visto che erano due ho espresso due desideri. Uno per me e uno per te.

Poi mi sono alzata e continuavano a bere e a fare un gioco un po’ stupido sempre basato sull’alcool.

Dopo pochi minuti ho sentito un brivido di freddo lungo la schiena e mi è sembrato come se qualcuno mi abbracciasse alle mie spalle.

Mi sono girata e non c’era nessuno.

Ho sentito le tue carezze e mi sono tranquillizzata sorridendo ad Antonio. Lui ha ricambiato, ma in realtà io cercavo il tuo di sorriso.

Ti ho sentito presente come non mai. Ti sentivo sdraiato accanto a me che ho appoggiato la testa sul tuo petto ed evitavi di parlare, affondando una mano nei miei capelli sciolti. Il tutto in quello scenario appartenente ad un sogno reale. 

Mentre immaginavo questo una terza stella si è mossa ed ha lasciato una scia più lunga. 

Stavolta il desiderio riguardava Noi.

Noi che che abbiamo i cuori legati così strettamente che nessuno riuscirà a separarli.
È stato il mio primo San Lorenzo al mare.
Sono maggiorenne ormai!
Con te.

Dormi bene Amore Mio!

Piccole Perle Pensanti

Sai cosa penso? Beh, non è assolutamente facile dirlo o forse lo è troppo. Ho sempre paura della banalità e tu lo sai bene, ma sei anche colui che mi fa smettere di giudicare le mie pippe mentali e quindi continuo ad estendere a te i miei pensieri senza timore alcuno. La tua unicità sta anche in questo. E’ da masochisti pensare che un giorno potresti andare via di punto in bianco e proprio per questo non mi domando niente. Sono qui a rifiutarmi di occupare la mente, la vorrei vuota adesso. Non riesco ad essere senza pensieri, un cuore che pulsa sensazioni sempre diverse e sempre più intense. Vorrei sopprimere tutte le mancanze ma non è possibile. Vorrei vederti semplicemente felice e gioire vedendoti nel pieno di una giornata solo nostra che dura un’eternità..
E’ sublime ciò che rende benessere e malessere nello stesso tempo e siamo proprio noi. Ti rendi conto? Due persone che incarnano il concetto filosofico del sublime! Potrebbe sembrare una storia comune, proprio come i luoghi comuni che si sentono quando qualcuno dice che ogni storia è unica. Nella nostra unicità siamo come gli altri… importanti al punto giusto, capaci di stare bene quando stabiliamo un flebile contatto e di stare male perchè ci manchiamo a vicenda. A cosa serve sognare del tempo insieme? Dove portano i sogni? E il tempo?
Queste parole escono istintivamente dalla mia testa e atterrano sull’ennesimo foglio occupato solo per tentare di liberarmi da un peso simile. Ho solo dei fogli scritti, potrebbero essere dei temi, dei libri, dei trattati. E sono solo tuoi. E’ tanto, davvero tanto. A questo punto lo credo anch’io, sei fortunato, perchè non mi sono mai sentita così coinvolta, non ho mai avvertito uno stimolo così forte, non ho mai avuto un regalo così grande. E ora? L’odore di questo inchiostro mi inebria a tal punto da farmi immaginare che le lettere stiano per materializzarsi e stiano per spiccare il volo per arrivare da te, avvolgerti sicure e rubarti un fotogramma del film di cui noi siamo protagonisti, per poi tornare da me con il nero sbiadito in modo che io possa farlo diventare rosso fuoco.
Mi fermo qui, il foglio è finito e la campanella sta per suonare. Ho ancora il libro aperto sul banco e tornerò a casa senza distogliermi dall’atto di continuare a scriverti per solleticarti dolcemente ed accarezzarti la pelle in un’immagine che ti cattura l’anima.
Riapro gli occhi sul mondo reale e tornerò presto nella mia dimensione segreta.

Quel prezioso pensare..

Quando si pensa a qualcosa ci si può riempire di inutili paranoie che affollano il nostro essere facendoci provare emozioni diverse, a freddo, a caldo, il più delle volte non si sa come. Il più delle volte si fatica a distinguere l’effettiva importanza del pensiero in questione perchè esso risulta sempre attorniato da fastidiosi contorni che impediscono la razionale e nobile azione di decifrare l’esito finale del quiz, quel quesito che le sinapsi si pongono nel momento in cui un nuovo soggetto/individuo si presenta imperterrito nella propria mente. Passa del tempo e l’esito arriva. Arriva la risposta, la motivazione di questo lavoro importante, di questo atto così regale, grande, immenso. Pensare ad una persona. Come me, come gli altri.
In questo caso è un Uomo che continua a chiedersi se la sua virilità può essere velata in leggerezza da dolci cedimenti in una sottile fragilità di cui è caratterizzato in questo tempo forse più di prima. L’essere umano non è sempre avanti; a volte non ha la giusta volontà, oppure gli manca la preziosa capacità di associare l’intelletto di cui è dotato all’animo, di cui è ugualmente fornito.
Tu – ovviamente – non rientri in quest’ultima tipologia di umano. È meraviglioso sapere che sei lì, a km di distanza, pronto a mettere in moto la fantasia per arrivarmi dritto dentro, in uno squarcio d’arcobaleno.

Lettere sparse nella bufera

Ebbene.. sono in crisi, ma davvero. A scuola si prospetta una settimana di merda, di quelle che un colpo in testa basterebbe a togliere tutte le paure ed i problemi. Eppure continuo imperterrita a rimandare lo studio perchè ho altro da fare. Pochi giorni fa sono andata a scuola con i miei ai colloqui con gli insegnanti. Che dire, tutto bene, tutto fila liscio ad eccezione di qualche voto. Mi ricordo che l’anno scorso scrissi un post apposta per commentare i voti in pagella ma questa volta cambio, così come sono sparite le pagelle cartacee faccio sparire i miei commenti, alla fine non sono neanche utili!

E’ domenica, sono le 22.18 e fuori c’è una bufera di vento che fa tremare i vetri delle finestre. Mio nonno si sentiva solo con questo tempo e si è incazzato perchè sono andata da lui troppo tardi, in verità oggi pomeriggio ho dormito perchè ieri sera ho fatto piuttosto tardi. Ho passato il sabato sera in campagna con i giovani del RnS della mia diocesi (non tutti) che soprattutto sono miei amici abbastanza fidati. Abbiamo mangiato, bevuto, suonato, cantato, ballato, riso e scherzato. Davvero fantastico! Hanno addirittura lavato il pavimento a ritmo di musica. E’ stato bello davvero, presto si rifarà una serata del genere, magari anche con una compagnia diversa.

Domani alla prima ora c’è quella di matematica ed io non ho fatto gli esercizi che si portano. Non me ne frega niente ma allo stesso tempo mi rompe il fatto che debba sbraitare contro la classe che non fa i compiti che lei assegna. Capita che non la si capisce o che semplicemente la matematica è una cacca.
Oggi pomeriggio mentre mi rilassavo sotto il mio bel piumone pensavo al sogno che ho fatto stanotte, ma soprattutto al protagonista di questo sogno che è una persona che mi sta diventando sempre più cara.

Ieri sera mi hanno costretta a cantare la canzone che ho scritto sul Bataclan. Li avevo avvisati che è tragica ma non hanno voluto sentire scuse. Esito: non ho raggiunto il successo che speravo. Ma io li avevo avvisati.

Chissà se un giorno riuscirò a farmi valere.

Sono leggermente in confusione?!?!

Casino, casino, casino! E’ un periodo così questo. Non scrivo da un’eternità, non avevo notato che WordPress ha cambiato la grafica ed i nuovi caratteri sono belli comodi. Mi stanno frullando in testa un sacco di idee. Dormo poco, sogno molto. Almeno in questo non sono cambiata, forse prima dormivo un po’ di più. E’ uno stress continuo questa scuola, il primo quadrimestre è terminato e sono stata in ansia. Che palle l’ansia! E’ la cosa che odio di più. Ho provato spesso a mettere su carta qualche emozione ma non ci sono mai riuscita. Sono pigra, assai. Spero che prima o poi venga a beccarmi una persona che mi sappia spronare per bene, come si deve, perchè alla fine è un peccato.
Del resto sempre tutto uguale, quando avrò finito di scrivere questo post mi toccherà studiare Dante, il nostro caro vecchio Alighieri, che sa essre bravo e coinvolgente, ma anche una palla assurda.

Spesso mi vengono in mente idee su eventuali cose da scrivere, pensavo recentissimamente ad un racconto, di cui però continuo a rimandarne la stesura, o solo il pensiero di iniziarla, per pura pigrizia. Ma insomma… un’anima pia che se la prenda in cambio di un po’ di voglia di fare qualcosa? Eppure se non avessi ulteriori stress forse frutterei di più. Meno male che c’è la musica.

E dunque adesso, dopo aver scritto un post brevissimo e ridicolo che non metterò nelle bozze come tutti gli altri che ho provato a scrivere in questi giorni, provo a studiare.

“Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave senza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!”

Commenterei questi versi alla mia maniera sempliciotta solo per indugiare ancora un po’ qui, però è tardi e devo leggere il sesto canto del Purgatorio, sperando di finire presto e ritornare QUI per provare a scrivere le vicende di qualche personaggio  voglioso di uscire dal mio cervello in fumo.

La monotonia

Non ho scritto un cavolo in questi giorni qui, è scontato anche che inizi i miei post così, evidentemente non ho ancora subito un cambiamento radicale. Spesso si cade nella monotonia, questa sconosciuta. Tutto è sempre uguale, le giornate si ripetono. Le stagioni si alternano, freddo, caldo, freddo, caldo…
Tutto così, uguale, semplice, monotono. E’ vero anche adesso come al solito sto scrivendo a braccio senza neppur sapere cosa mettere su questo post precisamente. Avrei mille e mille cose da raccontare, ma è sabato, fa freddissimo, ho lasciato un film in sospeso, ho un mal di pancia pazzesco e sono qui col mio the al limone bollente a brancolare in queste mie poche parole gettate al vento.

Parlavamo dunque di monotonia, giusto?
Un paio di mesi fa mi sono imbattuta in una conversazione assolutamente virtuale con un uomo, anzi un Uomo. Ha tipo 34 anni in più di me, e mi fa ridere ogni volta. Se fossimo vicini avremmo instaurato un bel rapporto di amicizia, quella vera. E’un po’ lungo da raccontare e ora come ora non ne ho la forza. E’ una bella conoscenza che sta andando avanti, con le dovute fragilità. Oggi ha spezzatola monotonia definendomi monotona…