Seminario di Vita Nuova

Sono arrivata con circa un giorno di ritardo. Avevo detto nel post precedente che avrei scritto quest’articolo ieri. Il fatto è che ieri sono stata un po’ incasinata e quindi niente tempo e “cervello” per scrivere. Oggi però, mi dedico un po’ alla stesura di qualche riga. Un po’ perchè ho questa cosa da raccontare e poi anche perchè mi sono successe altre cose proprio tra ieri e oggi. Diciamo che sono di Natura e di tema differente. Dunque procediamo in ordine.

Il titolo. Dice qualcosa? Forse solo per chi se ne intende. E dubito che ci sia più di qualcuno che segue il mio blog data la radicale diversità dell’argomento.

Lo spiego brevemente: per quanto ne sappia io stessa, il Seminario di Vita Nuova è appunto un seminario, quasi un corso di formazione sostenuto dai componenti del gruppo di preghiera cattolica del RnS (Rinnovamento nello Spirito). Ammetto che non sono molto informata sulla storia del movimento. Mi rifarò pian piano.

Ammesso questo, c’è da dire che le mie precedenti posizioni di pensiero erano ben radicate e contornate da una specie di ignoranza, anzi una non curanza. Dunque avevo anticipato la storia nell’altro post, quindi corro all’incontro di mercoledì scorso.

Io pensavo fosse una cosa “informale”, ovvero tenuta dagli esponenti del movimento della mia parrocchia ed il parroco. Stop. Invece è venuto a tenere l’incontro il presidente regionale dell’associazione, un pezzo grosso per loro. Ero quindi un po’ fredda e imbarazzata davanti l’oratorio ad aspettare che qualcuno venisse ad aprire la porta. Nel frattempo sono arrivate quelle persone che io conosco bene, quelle che insomma mi hanno rotto le scatole affinchè io cedessi alla tentazione di presenziare quella sera lì. Tra una parola e l’altra passa quasi mezz’ora e io un po’ scocciata ma allo stesso tempo incuriosita dai loro discorsi avevo pensieri strani in testa. Quando questo tizio è arrivato lì, gli si sono buttati letteralmente tutti addosso, come se fosse arrivato un divo di Hollywood. Io ovviamente non lo avevo mai visto, o forse una sola volta, quando per caso sono capitata nel suo paese che è molto vicino al mio.

Insomma siamo entrati tutti e abbiamo disposto le sedie in ordine. Nel frattempo una signora mi ha chiesto di andare a suonare la chitarra alla presentazione del suo libro il 3 dicembre. Pensava che io fossi occupata negli “impegni importanti” sempre riguardo alla musica. Mi è scappato un sorriso e con piacere ho detto di si. E’ contentissima.

Dopo questa breve pausa tutti ci siamo seduti alcuni hanno fatto delle preghiere che fa solo chi deve animare il momento di preghiera. Poi lui ha iniziato a parlare. Quasi un’ora di monologo sulla propria vita, la testimonianza, lo scopo del seminario… Io mi stavo annoiando, eppure ero seduta in prima fila insieme a ragazze più piccole di me. Diciamo che loro erano molto prese dal discorso. La scettica ero io. Quando non ne potevo più mi sono alzata in piedi per andare via cercando di passare inosservata.. e con me altre persone dietro. Lui si è fermato e con una battuta ci ha fatto ridere e siamo rimasti ancora un po’. Evidentemente era importante che restassimo per il momento di preghiera, quello che comunque era il punto forte dell’incontro. Questo momento è arrivato e due persone hanno cacciato la loro chitarra intonando dei canti molto belli. Tutti si sono concentrati ed hanno iniziato a dare segni di quella che io credevo follia. Ho iniziato ad avere un po’ di paura. Sembravano invasati. Chi cadeva per terra, chi sulla sedia, chi iniziava a guardare verso l’alto con le mani al petto, chi alzava le braccia e dondolava come se il vento forte li volesse portare via. Tutto questo mentre quel signore diceva preghiere spontanee sotto il ritmo incalzante dei canti. Io ero sempre più fredda e fuori dall’atmosfera. Volevo andare via. Tutti iniziavano ad inginocchiarsi e lui arrivava per fare l’imposizione delle mani. Io desideravo sentire cosa provavano tutti. Mi sono inginocchiata cercando di concentrarmi e pregare, anche a modo mio. Lui arriva e mi fa l’imposizione delle mani, dopo che me l’aveva fatta anche un’altra signora veterana del gruppo. Dopo di ciò mi sono alzata di scatto e stavo avviandomi verso la porta d’uscita ma lui, mi ha preso per un braccio e mi ha detto di non avere paura, avevamo quasi finito. Però mi ha chiesto di restare. Io con pazienza mi sono rimessa al mio posto e sono rimasta in silenzio. A qualcuno lacrimavano gli occhi. Appena dopo lui ci ha detto che dovevamo abbracciarci peer sentirci più vicini. Non volevo abbracciare proprio nessuno. Volevo andarmene via da quella gabbia di matti. Lui arriva, e mi abbraccia. Sarà alto due metri e abbastanza robusto. Gli arrivavo al gomito. Io in un primo momento resto di pietra. Poi però rispondo all’abbraccio. Dopo di ciò si avvicina al mio orecchio e mi dice delle parole. Praticamente mi legge tutto quello che avevo dentro. Ma davvero! Per filo e per segno. Una cosa che non so descrivere ed ho i brividi adesso mentre la ricordo. A tal punto io non sapevo cosa fare. Volevo forse ridergli in faccia ed andarmene. Ma sono scoppiata a piangere, lì, tra le braccia di uno che neanche conoscevo, e che avevo considerato un po’ fuori di testa perchè diceva cose senza senso e la chiama lingua dello Spirito Santo. Non so cosa mi sia successo, cosa è successo a livello scientifico nella mia mente, e sicuramente mi informerò. Fatto sta che è stata una cosa bella, poi, a pensarci dopo. E’ proprio vero che non siamo soli, è proprio vero che c’è chi ci fa stare bene, di cui non dobbiamo aver paura. Dio c’è. Ci prende per mano e si manifesta.

Quando è finita la preghiera, ci siamo tranquillizzati tutti. E siamo andati a mangiare insieme i dolcetti nell’altra stanza. Lui ne avrà mangiati tipo un chilo e questo ci ha fatto ridere in tanti. Al momento che doveva andare via si è avvicinato e mi ha sorriso. Poi ha detto “Grazie a tutti”. E io, ridendo, ma anche a caldo.. “Grazie a te!”.

Sono arrivata a casa stravolta. I miei non mi riconoscevano più. Io ho cercato subito il tizio su fb e gli ho scritto un messaggio dei miei, di quelli lunghi un km. Mi ha risposto la mattina dopo mentre ero a scuola.

Non lo dimenticherò mai, è stato un episodio fortissimo della mia vita. Non so come andrà avanti tutto ciò..Sicuramente a qualcuno mi affiderò.

Perfetto. Concludo qui anche perchè devo scappare a preparare la valigia. Domani parto per Roma con la scuola due giorni. Terremo una conferenza nella libreria del senato riguardo Giustino Fortunato e La questione meridionale. Di questi tempi… Forse mi tratterrò a scrivere stasera tardi.

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