Gli scritti quotidiani

#8marzo…. Auguri oggi e sempre.

Premetto che ho da studiare tutto Petrarca. Tutto. Per domani. Ho un compito, una prova strutturata che avrà minimo novecentonovantanove domande. Il tutto in due ore. Forse due ore scarse.
Dopo di ciò, per non cadere nella terribile monotonia di una semplicissima studente di liceo classico, esprimo brevemente quello che mi passa ora per la testa. Stamattina mi sono svegliata più tardi come ogni domenica. Ho guardato il cellulare ed ho notato che era più impallato del solito. Mi sono arrivati molti auguri. Per la festa della donna. Ora, a prescindere da tutte le polemiche sulla festa dell’otto marzo, come quelle su S.Valentino, come quelle sulla festa del papà ecc.. ho risposto ai vari messaggi ed ho fatto un giro su Facebook e Twitter. Tantissime polemiche come al solito. Sì, è vero questa è una festa commerciale, nessuno sa la vera storia eccetera eccetera eccetera.

Io penso che forse, se non ci fossero varie date e commemorazioni, il mondo sarebbe una grandissima rottura di scatole.
Penso che anche se non diamo il giusto valore a quei giorni stabiliti da eventi, persone o chissà chi, tutto sarebbe piatto. Si cadrebbe nella monotonia più assoluta. Non quella di “una volta all’anno”, ma quella di “tutti i giorni” la stessa storia! Si è vero, forse sarebbe meglio..per alcuni. Chi siamo noi per dire che va tutto abolito? Ognuno crede in ciò che ritiene più opportuno.

Cambiare la società sarebbe un grandissimo passo avanti. Ma come si fa?

Dopo questa bella riflessione dovrei ritornare al caro Francesco.

Laura, ma non potevi sposartelo così non scocciava noi poveri mortali? 😀

Ah… dimenticavo. Auguri a tutte le donne. Oggi e sempre.

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Citazioni, Gli scritti quotidiani, Poesie

A tutte le donne

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

Alda Merini

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