Gli scritti quotidiani

Blogger League #2 – The Restless Readers Room

Ed ecco l’intervista di Cecilia 🙂

  • Oltre ad essere una blogger chi sei nella vita di tutti i giorni?

Sono un essere umano libero con una volontà indipendente. Okay, la faccio semplice: sono una ragazza e le definizioni m’imbarazzano e mi scocciano in egual misura, quindi accontentatevi di questo. (Se non ve ne foste accorti, la brevitas mi caratterizza. Non prendetela a male).

  • Come mai hai deciso di ritagliarti il tuo angolo virtuale? Parlaci del tuo rifugio, quali sono gli argomenti che tratti?
 

Ho deciso di aprire un blog principalmente letterario, perché nasco come lettrice, ma a volte mi capita di discostarmi dai libri e parlare di serie TV e roba varia. Volevo condividere la mia passione per i libri e offrire un servizio a tutti, per questo nasce la Sala dei Lettori Inquieti, per distribuire la mia inquietudine fra molti.

  • Perché le persone dovrebbero diventare tuoi lettori fissi?
Non penso che le persone dovrebbero diventare lettori fissi, ritengo sia meglio che voglianoesserlo. E non proprio fisso, a tasso variabile, quando gli va. Dovrebbero svegliarsi la mattina, capitare qui e tornare solo se va loro, quando gli va, magari lasciare un commento per farmi sapere come la pensano o solo per scrivere “Ciao, sono passato/a da qui e ho letto ciò che hai scritto. Per un attimo ti ho pensata“. Troppo stucchevole? Non preoccupatevi, fate quel che volete, passate se e quando vi gira, io sono qui che vi aspetto, vi leggo, e a meno che non scriviate in elfico cose inintellegibili, inappropriate o troppo kitsch, prometto di rispondere sinceramente.
 
  • Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
 
Finire il liceo al più presto, con danni contenuti alla mia salute mentale vale? 😀
  • Vuoi fare un augurio speciale agli altri membri della League?
Non solo a loro, a tutti. Siate voi stessi, sempre, non prendete mai tutto troppo sul serio e state tranquilli. Parla l’ansiosa cronica.  No, seriamente: in qualunque circostanza non abbiate paura. Prima o poi tutto andrà come deve, basta un pizzico di fede e di volontà. Tutto può accadere.
Gli scritti quotidiani

Blogger League #1 – Leggere è un modo di volare senz’ali

Ed ecco che anche io ho preso parte alla lunga lista di blogger che partecipano a questa iniziativa bellissima e “solidale”. Si tratta di una fantastica League ideata da Jò del blog Whisper la voce del tempo.

Possono partecipare tutti coloro che possiedono un blog.

Per chi volesse partecipare può trovare tutte le informazioni necessarie qui.

La blogger della settimana è, come si legge dal tutolo, Leggere è un modo di volare senz’ali.

Ecco qui la sua intervista! 🙂

  • Oltre ad essere una blogger chi sei nella vita di tutti i giorni?
Sono una figlia, un’amica, una sorella e una coinquilina, qualcuno direbbe anche che sono una rompiscatole! (Ma posso continuare ad ignorarlo!). Sono una studentessa di Ingegneria, adoro tutto quello che riguarda la matematica e la fisica, ma quando inizio seriamente a dare i numeri! Il mio rifugio sono i libri.
Quando sono di cattivo umore per qualche motivo ho bisogno di entrare una libreria o in una biblioteca. Quel silenzio, quella pace mi fanno passare qualsiasi cosa. Osservo i libri e penso che qualcuno un giorno ha deciso di mettere per iscritto quella storia che gli passava per la testa, che ha vacillato pensando che quella storia non sarebbe piaciuta anessuno e che era da buttare. Ma nulla è da buttare, bisogna avere solo la forza di andare avanti e perseguire i propri obbiettivi credendo sempre in se stessi.
  • Come mai hai deciso di ritagliarti il tuo angolo virtuale? Parlaci del tuo rifugio, quali sono gli argomenti che tratti?
 Il mio blog è nato da pochissimo in seguito all’omonima pagina di facebook.
“Leggere è un modo di volare senz’ali” è una frase che ho letto da qualche parte mentre da piccola leggevo “Nina, la bambina della sesta luna”, mi ricordo particolarmente quel giorno, perché leggevo della protagonista che nella sua stanza aveva scritto una frase su una bacheca di legno e l’aveva inchiodata alla testiera del letto. Io, che ero molto artistica, ho preso un cartoncino (che ho ancora!) e ho scritto “Leggere è un modo di volare senz’ali” tutto colorato e l’ho messo anche io nello stesso posto. Molti anni dopo ho deciso di immergermi nel mondo delle pagine di facebook, annotavo tutte le frasi belle che leggevo nei libri e volevo condividerle, poi leggendo in giro e seguendo i blog di molti di voi, ho pensato: Perchè no? Posso provarci! E adesso eccomi.. Speriamo di crescere anche qui
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  • Perché le persone dovrebbero diventare tuoi lettori fissi?
Non saprei, parto dal presupposto che sono ancora all’inizio e che su facebook mi è sembrato molto più semplice trovare sostenitori, qui mi sembra quasi impossibile! Io di solito seguo quei blog di cui mi piace la grafica (L’occhio vuole anche la sua parte!), quelli che sono aggiornati giornalmente e in cui posso trovare tante novità librose. Non mi piacciono particolarmente le recensioni lunghe, faccio fatica a leggerle, preferisco i pensieri concisi e divertenti, non noiosi.
La mia promessa ai lettori è che proverò a fare tutto questo!
  • Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
La mia parte coscienziosa e logica direbbe: “In questo momento il mio unico pensiero fisso è la laurea!”
Ma nel profondo so che non è così, immaginatemi come se avessi 11 anni e non 22, con in mano il primo libro di Harry Potter, gli occhi lucidi e il sorriso sulle labbra, le farfalle nello stomaco e l’ansia mentre Silente assegna gli ultimi punti ai Grifondoro che risalgono in classifica e vincono la coppa delle case! Riuscite a provare quello che provo io? Sono affascinata dal modo in cui un adulto possa far brillare gli occhi di un bambino. Ecco il mio sogno, scrivere per loro, scrivere qualcosa che li stupisca che gli illumini gli occhi, perché tutto è possibile.
  • Vuoi fare un augurio speciale agli altri membri della League?

Assolutamente! Voglio intanto ringraziarvi per aver creato questo gruppo, io sono molto socievole e disponibile, ma anche molto introversa. Vi leggo e vi seguo sempre, mi stupisco continuamente del modo in cui siete capaci di emozionarvi e impegnarvi in quello che credete. Io penso che chi si impegna in qualcosa di piccolo, sarà in grado di impegnarsi in tutto quello che la vita gli offre. L’augurio che faccio anche a me stessa è quello di continuare così, ad emozionarsi e a stupirsi per le piccole cose ed ad impegnarsi in quello in cui si crede.

Gli scritti quotidiani

Maggio e i vari traumi del periodo.

Dunque come si è capito dal post precedente sono stata in gita con la scuola, quattro giorni. Sono tornata sabato notte. Già ieri ho avuto un impegno “musicale” e oggi non sono andata a scuola, giusto perchè non sapevo neanche più cosa fossero i libri. Ho perso il ritmo. Non che ce l’avessi già prima, ma ora è ancora più tragica. Dunque stamattina mi sono alzata comunque presto ed ho cominciato a ripetere per l’interrogazione di domani. Italiano, Francesco Petrarca. Devo fare quest’interrogazione forse da un mese,.. è stata rimandata tre volte, spero che domani sia quella buona. Quasi sicuramente sarò da sola e ciò non so se rende migliore o peggiore la situazione. Almeno mi tolgo questo peso enorme dallo stomaco!
Ma questo è un di più, nonchè l’inizio di una lunghissima catena di stress vari. Giugno arriverà mooooolto tardi. Cazzo!
Ora non sono agitatissima, ma temo che già nelle prossime ore inizierò a sclerare di brutto. E poi c’è anche gente che dice “beata te”. Ma dove?!?!?!

Il tempo per il blog però cerco sempre di averlo. Ora mi manca da scrivere delle cose su questa gita e magari in futuro su altro. Per ora mi fermo qui.. questa è la situazione. Porca puttana!

Gli scritti quotidiani

Soltanto la luna

È nitida, piccola e visibile solo per tre quarti. È una palla bianca da poterci giocare. Riflette piano i pensieri che si accavallano come bestie feroci nella mia testa. È una semsazione un po’ strana. La notte è buia, solitaria, a qualcuno piace. A me anche, quando riesco a distaccarmi dalle altre cose. O forse quando sono in vacanza.
Sono ora, sul balconcino della stanza di un hotel in un paesino un po’ sperduto nella provincia di Savona. Domani notte sarò di nuovo a casa mia, dall’altra parte della penisola. Voglio godermi quest’ultimo pezzo di cielo buio con lei, la pallina bianca. È la fonte di ispirazione forse più scontata, ma mai banale. Perchè i pensieri profondi non sono mai banali. È come se stessi in un altro mondo, un po’ cattivo, anzi disturbato. Mi danno fastidio le persone che non sanno pensare e mi rompono le scatole. Alla fine, risulta addirittura difficile capire se ci sono o ci fanno. Della serie, fanno il terzo anno di liceo ma dimostrano di fare la terza elementare, con la piccola differenza di essere esperti in tutto ciò che riguarda il sesso. Questo sconosciuto. Hanno sulla bocca solo parole riguardanti il sesso. Hanno gonfiato un preservativo e giocano a schiaccia-cinque. Vogliono sembrare fighi, ma non lo sono affatto. Meno male che non tutti sono così. Alla fine loro, il sesso non lo conoscono perchè ne parlano troppo e non lo fanno nemmeno. È come se fosse l’unica cosa esistente ma fantasma. Qui la sfigata sembro io ma non penso proprio sia così. E dunque mi ritrovo a scrivere questi pensieri qui, da sola, e magari non si sono accorti che neanche sono lì. Oppure staranno parlando di me facendo battute sconce sul mio essere diversa. Ovviamente a me non importa, basta che sono uscita da quel covo di dementi. E quindi mi ritrovo di fronte alla luna, a pensare come tutti i pensatori. E loro non lo sono, e un po’ mi dispiace.
Ho vissuto dei giorni belli, intensi e in piccola parte soddisfacenti al massimo. Credo che scriverò pian piano tutto in modo ordinato, visto che alcune emozioni che sono riusvita a provare sono troppo grandi per questo post un po’ strano, scritto alle quattro di notte con un sottofondo insolito per me. Sono praticamente sulla ferrovia. Sulla stazione di Varazze. Fa un po’ freddo ed io sono sul balcone in pigiama. Ho fumato una sigaretta e mi ritrovo di fronte alla luna. Che cazzata assurda… però, infondo, è bella.
Ora vado a nanna, sperando non vengano di nuovo i falsi mostri, di quelli tutti griffati, mezzi ubriachi, ma con un’ubriachezza banale, fatta di niente. Almeno fisse una di quelle sbronze che servono a qualcosa… tipo scrivere versi o comunque cultura.
Che poi, non sanno neanche dove ci troviamo. Sono tutti vestiti firmati e poi non sanno leggere. O comunque se leggono parole scritte non ne sanno il significato.
Che tristezza questo contesto.. meno male che siamo un po’ diversi, noi sognatori. E qui, un pizzico di orgoglio ce lo metto pure io, cara la mia palla bianca piccola, nitida e visibile per tre quarti.

Gli scritti quotidiani

Eppure mi manca qualcosa…

Sono le 2.51 e mi sono appena infilata sotto le coperte. Sono di ritorno da una festa di compleanno.. un mio amico ha fatto diciotto anni. È stato tutto bello, niente di eccessivo, una cosa molto informale, come piace a me. Abbiamo messo musica e riso un sacco, mangiato tanto e alla fine un carabiniere è venuto a dirci che se non avessimo finito di fare casino avrebbe preso seri provvedimenti. Quindi il doppio delle risate. Un sabato diverso direi. Molto bello. Però ho un umore un po’ strano. La compagnia era varia e qualcuno mi stava antipatico. Qualche coppia è stata appiccicata tutto il tempo. Le sigarette, gli abbracci, le canzoni. Siamo passati da Gabry Ponte a De Andrè. Un casino insomma.
Dunque, dicevo… un umore strano.
Non so perchè, mi succede rarissime volte e ultimamente la frequenza è un po’ aumentata. Ho tantissimi impegni, belli e brutti. Il tempo non c’è mai, o meglio, c’è solo per dormire o perchè la mia fottuta pigrizia prende il sopravvento. Ora non mi va di dormire e scrivo qui, però so già che appena sarà mattina avrò voglia di punirmi seriamente date le poche ore di sonno e Petrarca intero benedettissimo da studiare per l’interrogazione di lunedì. Perchè in questo ponte non ho fatto un emerito tubo. Eppure mi ero ripromessa di farmi tutto un po’ alla volta. Ma come al solito mi ritrovo all’ultimo momento. È inutile, è così. Meno male che dopo lunedì avrò un’altra tregua. Mercoledì parto per la gita. Quattro giorni in Liguria. Sarà bello.
E di nuovo sono uscita fuori dal discorso 😂
Provo a dirlo ora, e poi vado a nanna. Dunque dieci minuti fa pensavo che comunque non mi manca nulla. Sono continuamente impegnata con le cose più varie del mondo. È molto facile coinvolgermi in una qualsivoglia attività. Però mi manca qualcosa. Vorrei tanto abbattere quei tabù che tutti hanno in testa. Vorrei tanto abbattere i km che ci separano su questo pianeta per avere vicino più persone possibili. E tra queste trovare LA persona. È difficile. Questo mi scoraggia un po’ ma non mi deprime. Vivo molte belle emozioni. Questa mi manca. E vorrei viverla presto. Alla fine continuo ad autoconvinvermi che ho tutto. Ma una voce infondo al cuore mi fa sempre capire che… EPPURE MI MANCA QUALCOSA.

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Il Primo Maggio

E questo invece è il mio modo di vivere il 1 maggio, la festa del lavoro. E questa è una canzone sul lavoro. E’ una canzone che va cantata con una certa sofferenza, perchè narra della fatica, della stanchezza e dei soprusi che delle Donne hanno subito nelle risaie, sfruttate dai padroni. E’ storia ormai, ma mi piace ricordare. Mi affascina interpretare queste chicche ormai dimenticate. E mi piace prendere come esempio chi prima di me ha lottato per quei diritti di cui godiamo ancora oggi.

Questo è un tributo alla grandissima Giovanna Daffini. Mi sono ispirata alla sua versione di questo meraviglioso canto popolare.