In missione.

E anche luglio è finito. Cioè.. volato! Praticamente sono stati di più i giorni impegnatissimi che quelli passati come gli altri anni sul divano, al mare o di testa al pc ad ammazzare il tempo. Quest’estate sta passando come nessun altra. Meno male, direi. La stanchezza va a farsi benedire 😀
Sono reduce da ormai una settimana da un’esperienza bellissima in un posto incantevole che non conoscevo. No, non è Miami e neanche una città caotica in cui divertirsi in spensieratezza. Trattasi di un santuario, sulle alture tra la Basilicata e la Calabria. Non ero molto lontana da casa, ma sono comunque stata fuori dal mondo.
Siamo partiti in settanta, tutti dai venticinque anni in giù, fino ai quattordici. In ritiro, se così si può chiamare. Tre giorni, lo scorso weekend. E’ stato qualcosa di indescrivibile, io ho fatto parte dell’animazione, con la mia chitarra. Ovviamente non starò qui a raccontare tutte le emozioni, anche perchè questo vuole essere una sorta di post sommativo, niente di particolare.
Lo scorso lunedì i miei e mio fratello sono partiti per una settimana per la Toscana, io sono rimasta a casa col nonno, che non mi andava rimanesse da solo. Beh, è andato tutto a meraviglia, mi sono rilassata per bene anche se lui è un tantino… Benito! Si sa, gli uomini di una volta. Stasera ritornano i miei che tra l’altro ancora non ho sentito da stamattina presto e tutto ritornerà come prima.
Ieri sono andata all’ultimo incontro del Rinnovamento prima delle “ferie”, è venuto un sacerdote a fare un insegnamento sull’identità del cristiano. E’ stato davvero bello. Ho suonato come sempre, e sono stata attenta a quelle parole. Mi ha colpito molto, è un sacerdote che partecipa attivamente al movimento e quindi c’era un certo feeling tra noi. Tra l’altro ci conoscevamo già, ci siamo visti altre volte.
La cosa che mi ha colpito un bel po’ è stata anche la presenza dei genitori di Antonio, il ragazzo che è volato in cielo lo scorso mese, a lui ho dedicato il post precedente a questo.
Ho avuto la riconferma che suo padre non l’ha presa affatto bene, è fuori di sè.

Mentre eravamo in ritiro c’erano anche loro, nella sezione dedicata alle famiglie, dei parenti li avevano coinvolti e loro sono venuti. Durante un momento di preghiera, Donato, il papà, è sparito. Non si trovava più ed il posto poteva diventare molto pericoloso in quanto c’erano boschi vari e al buio non si vede niente. Hanno chiamato la polizia e lo hanno trovato a sera inoltrata tra gli alberi, da solo su una panchina. Appena ho saputo ho sentito dentro me una strana sensazione, un misto tra dispiacere e voglia di intervenire in qualche modo. La storia si è ripetuta due volte in tre giorni.
Non sta affatto bene, e la povera moglie non solo deve sopportare quello che è successo, ma deve anche badare al marito che passa un momento molto difficile, ancora più del suo.
Un po’ di giorni fa era da solo al cimitero sotto il sole a quaranta gradi con un’accetta in mano che voleva distruggere la tomba di suo figlio perchè lui uscisse si lì.
Sono andati a trovarli i testimoni di Geova, i quali hanno detto che Antonio risorgerà. Ora lui si è fissato e va tutti i giorni al cimitero, a tutte le ore, a qualunque costo.
Ieri sono rimasta sorpresa, ho riabbracciato Maria, mentre lui si è fatto da parte. Io l’ho salutato comunque e lui non ha risposto. Alla fine dell’incontro quando tutti erano ancora dentro l’oratorio lui è uscito fuori a passo veloce. Me ne sono accorta e sono uscita anche io, ha iniziato a camminare così, senza una meta precisa credo. Più si allontanava e più lo seguivo. Sua moglie è uscita preoccupata e quando ha visto che lo stavo seguendo mi ha detto di fermarlo e riportarlo indietro. Io l’ho chiamato ma lui niente, allora ho accelerato il passo e l’ho raggiunto. Mi ha fissato con degli occhi impressionanti e io non ho detto nulla. A questo punto mi ha fatto mezzo sorriso, ma si vedeva che era forzato. A quel punto io ho tirato fuori il mio di sorriso, quello venuto dal cuore. Ho detto di ritornare ma non voleva, mi ha solo chiesto se conoscevo Antonio. Io allora, sempre sorridendo gli ho detto di si e lui commosso si è fermato. Arrivati alla fine della strada ho detto di nuovo di tornare, perchè gli altri ci aspettavano. Si è convinto, e insieme siamo tornati.
Maria, la moglie mi ha sorriso e riabbracciato, io le ho promesso che con gli altri giovani andremo a trovarli. Lei, grata, mi ha abbracciato di nuovo e poi sono andati via.

Sto riflettendo molto su questa storia, che mi ha toccata parecchio. Sono convinta che non sia un caso che anche loro due stiano facendo il loro cammino proprio dove anche la mia vita è cambiata. Penso che nel mio piccolo debba fare qualcosa per loro.. Sono ufficialmente entrata in clima-missione!

Il 19 agosto parto per Pescara, un altro evento RnS, ottocento giovani da tutta Italia. Non vedo l’ora!

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