Vasco Brondi e le parole

Se fossimo in un telefilm non avremo nessun dubbio problema a dirci che ci amiamo.
Ce lo diremmo forse banalmente con una frase lunga due parole, due parole lunghe cinque lettere e uno spazio. Il verbo e il pronome personale più pronunciati al mondo o quasi; chi non ha mai pronunciato un “Ti Amo “?
Non importa se lo abbia pronunciato a qualcuno in particolare o semplicemente a se stesso, narcisisticamente parlando.
Se fossimo in un telefilm oltre al “Ti Amo “ magari ci diremmo anche altro, mentre ci guardiamo fissi oppure mentre siamo distratti da pensieri e parole non nostre.
Non proveremmo vergogna né imbarazzo l’uno verso l’altro perché saremmo in un telefilm, e nei telefilm è tutto lecito; ormai lì si vede di tutto, cosa vuoi che siano delle parole d’amore?
Soprattutto se sono sofferte poi…
Coloro che ci guarderebbero non ci biasimerebbero  se parlassimo normalmente.
Forse non lo farebbero neanche se ci vedessero parlare mentre ci scambiamo sguardi di intesa o gesti riguardanti le nostre parole…
Il linguaggio verbale presenta le sue mancanze e noi non siamo in un telefilm.
Non penso che ci piacerebbe dirci “Ti Amo” e basta.
È vero che è una frase importante perché racchiude ciò che di più nobile l’uomo possiede, ma detto da solo è troppo poco.
Per quanto possa avere una valenza alta ed importante è insufficiente, io lo arricchirei di altre parole, altri vocaboli che effettivamente non trovo mai.
Tante volte mi chiedo il perché e altrettante volte non mi rispondo oppure attribuisco la risposta ad una mia incapacità.
Tante volte noto che i concetti inesprimibili aumentano e non per causa mia o tua, ma per causa di coloro che fanno abuso delle parole riducendole ad un niente.
La lingua italiana sembra consumata, come se i grandi letterati, autori delle più grandi opere, abbiano scritto con parole desuete così, tanto per scrivere.
È come se parlassimo solo perché ci è usuale farlo oppure perché è buona educazione o maleducazione a seconda delle situazioni o dell’obiettivo da raggiungere.
Puntualmente ci si trova in situazioni in cui vorremmo parlare per fare bella figura e puntualmente ci si ritrova non sapere cosa dire.
Tante volte si ricade nella banalità della monotonia o nella paura di essere monotoni.
Se devo dirti che ti amo, mica mi metto a ripeterlo tutti i giorni con le solite cinque lettere, due parole e lo spazio che le separa!
Come minimo ti annoieresti e di conseguenza mi sentirei buona a nulla.
Se non trovo le parole giuste ti guardo semplicemente.
Si dice che lo sguardo valga più di mille parole.
Se non ho la possibilità di guardarti ti scrivo, cerco di mettere insieme quelle mille parole che non riescono a valere uno sguardo.
Tu sorridi compiaciuto, apprezzi il mio sforzo e comprendi ciò che sento, ma continui a sostenere che tante cose non si possono esprimere a parole.
Per Dante il Paradiso è fonte elevatissima di valori inesprimibili e per alcuni “comuni mortali” come me, il Paradiso emerge nella vita vissuta sulla terra.
Vasco Brondi scrive nella sua canzone che “Noi siamo meglio di un telefilm e infatti non ci diciamo niente”.
Vasco Brondi ha ragione, è meglio se non ci diciamo niente, le parole sono utili a far poco, sono piccoli strumentini per bisogni elementari.
Tante volte sono l’emblema della banalità e noi non siamo banali, almeno cerchiamo di non esserlo e lo siamo solo ogni tanto, quando inspiegabilmente ne senti il bisogno.
Le cose grandi non cercano parole. Quante volte vorremmo far fuori tutti quegli inutili convenevoli che siamo “costretti” a fare per apparire consoni a determinate situazioni?
Il vero amore, il vero dolore, la vera fede non ammettono frivolezze.
In quel caso il linguaggio parlato è pura apparenza, e l’apparenza non serve ai fini della genuinità e dell’autenticità del nostro essere; è un sottile involucro trasparente che non serve a nasconderci né a difenderci.
Invece di riempirti di parole ti riempio di altro, visto che vuoi sempre essere pieno di qualcosa.
Se fossimo in un telefilm potrei scegliere io di cosa riempirti, ma noi siamo meglio di un telefilm e quindi è bene che sia libero tu di scegliere.
Secondo me sceglieresti di viverci il mondo così come viene e di agire conseguentemente nel modo più semplice e umano possibile.
Secondo me funziona: scommettiamo?

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2 pensieri su “Vasco Brondi e le parole

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