Archivi categoria: Gli scritti quotidiani

Cosa sei?!

Ora siamo qui.. belli, forti e amanti della nostra passione, del nostro presente, della nostra storia, del nostro cammino che è iniziato.
Principino, penso che per due come noi non sia lecito mollare, non sia normale la normalità e non sia anormale la pazzia.

É folle ciò che ci piace e lasciamo che sia così.

Il nostro vivere è d’amore. 

Le nostre parole sono come gocce di rugiada su una foglia appena nata, quella rugiada che luccica coi raggi del sole ma poi evapora col calore.

Il tutto è contornato dalle difficoltà che son sempre dietro l’angolo ma non riusciranno ad oltrepassare la grandezza di ciò che siamo insieme.

Sei una persona fantastica e senza sentirti non so stare.

Senza te non avrebbero senso le mie azioni, i miei pensieri, le mie scelte e persino i miei errori.

È grande la tua anima, e mi fa respirare quell’aria pulita che mi manca quando penso che non ci tocchiamo da ormai sei mesi.

Quando mi sento triste perchè vorrei toccarti io non te lo dico mai.

Non te lo dico perchè penso che tutto questo finirà e potremo atare abbracciati tutto il tempo che vorremo.

Perchè io nel tuo abbraccio mi ci perdo.

Io nel tuo abbraccio mi sento una giovane forte e perchè no, anche responsabile.

Responsabile delle tue tristezze, delle tue difficoltà, delle tue gelosie, delle tue preoccupazioni e delle tue fatiche.

Anche della tua felicità.

Ho voglia di perdermi in quegli occhioni accesi e lucidi, brillanti quando guardano me.

Chi poteva dirmelo? Due occhi che guardano me con così tanto Amore.

Non me lo sarei mai immaginato! Del resto a te piacciono le emozioni improvvise, nello stesso modo in cui ti piace rispettare sempre la stessa routine ogni giorno.

La vita che ti sei creato lasciandoti un passato fatto di scelte importanti alle spalle è un atto di coraggio da parte tua, un atto di determinazione e di grande validità.

Hai sofferto tantissimo e soffri ancora.

Ora posso darti tutto l’Amore che il mio cuore possiede e non è poco, cone sai bene.

Vorrei donarti la mia normalità di ragazza a volte ingenua, ma non te ne faresti niente perchè sei perfetto così ai miei occhi.

Io in quegli occhi ho intenzione di perdermi ancora tante e tante volte.

Ma tante davvero!!!!

Buonanotte Amore Puro! 💛

Buona Pasqua /2017/

Ci Amò così tanto che le tenebre della Morte non lo fermarono.
Ci Ama ancora tanto.
Ci Amerà ancora e ancora, per sempre.
Basta aprirsi a Lui lasciandosi trasportare dalla forza del Suo Amore.
Non è difficile, è molto più facile di quanto si pensi.
A volte basta un piccolo gesto sincero.
Lui si lascia conquistare.
Amatevi, e sarete Amati.

#HappyEaster

Diciannove.

Ebbene.. sono diciannove. Ormai diciannove e quasi tre giorni.
In tanti mi hanno chiesto come mi sento. Ma come dovrei sentirmi? Non ho mai capito il motivo di questa richiesta che si fa ogni volta che qualcuno compie gli anni.
Dovrei rispondere che mi sento vecchia ed ho i dolori della vecchiaia?
Dovrei rispondere che inizio a presentare gli squilibri della demenza?
Entrambe le cose fanno parte di me da sempre.
“Come festeggi?”
Come dovrei festeggiare? Con Minnie e Topolino come i bimbi di tre anni? Oppure con un mega ricevimento con quattrocento invitati? Ma insomma.. che domande sono?!?

Scherzi a parte.. Non mi sento vecchia nè giovane, mi sento semplicemente me stessa. Forse più di ieri e meno di domani, lo spero. Piano piano il mondo mi si apre davanti e mi ritrovo sempre più decisa e “libera” nelle scelte.
Il liceo tra poco finisce e non vedo l’ora, inizierò finalmente il percorso che più sognavo.
Ho riscoperto persone che non conoscevo e che mi avevano messa da parte perchè non conoscevano me.
Mi sono lasciata guardare dentro oltre che fuori. Questa cosa è sempre importantissima.
Sto sempre in giro con la mia nuova Ferrari rosso fiammante (invece del cavallino ha un leoncino 😀 )

Sono contenta. Della mia felicità riacquistata posso vantarmi.
Posso vantarmi però solo se ringrazio una persona.
Colui che mi ha stravolto la vita facendomi cadere in un vortice di emozioni dai colori dell’arcobaleno.

Grazie Amore Mio.

Ps. Ho festeggiato in campagna con alcuni dei tanti Amici a cui voglio tanto bene.

17796757_1506757606003544_5879879006438869488_n

Vasco Brondi e le parole

Se fossimo in un telefilm non avremo nessun dubbio problema a dirci che ci amiamo.
Ce lo diremmo forse banalmente con una frase lunga due parole, due parole lunghe cinque lettere e uno spazio. Il verbo e il pronome personale più pronunciati al mondo o quasi; chi non ha mai pronunciato un “Ti Amo “?
Non importa se lo abbia pronunciato a qualcuno in particolare o semplicemente a se stesso, narcisisticamente parlando.
Se fossimo in un telefilm oltre al “Ti Amo “ magari ci diremmo anche altro, mentre ci guardiamo fissi oppure mentre siamo distratti da pensieri e parole non nostre.
Non proveremmo vergogna né imbarazzo l’uno verso l’altro perché saremmo in un telefilm, e nei telefilm è tutto lecito; ormai lì si vede di tutto, cosa vuoi che siano delle parole d’amore?
Soprattutto se sono sofferte poi…
Coloro che ci guarderebbero non ci biasimerebbero  se parlassimo normalmente.
Forse non lo farebbero neanche se ci vedessero parlare mentre ci scambiamo sguardi di intesa o gesti riguardanti le nostre parole…
Il linguaggio verbale presenta le sue mancanze e noi non siamo in un telefilm.
Non penso che ci piacerebbe dirci “Ti Amo” e basta.
È vero che è una frase importante perché racchiude ciò che di più nobile l’uomo possiede, ma detto da solo è troppo poco.
Per quanto possa avere una valenza alta ed importante è insufficiente, io lo arricchirei di altre parole, altri vocaboli che effettivamente non trovo mai.
Tante volte mi chiedo il perché e altrettante volte non mi rispondo oppure attribuisco la risposta ad una mia incapacità.
Tante volte noto che i concetti inesprimibili aumentano e non per causa mia o tua, ma per causa di coloro che fanno abuso delle parole riducendole ad un niente.
La lingua italiana sembra consumata, come se i grandi letterati, autori delle più grandi opere, abbiano scritto con parole desuete così, tanto per scrivere.
È come se parlassimo solo perché ci è usuale farlo oppure perché è buona educazione o maleducazione a seconda delle situazioni o dell’obiettivo da raggiungere.
Puntualmente ci si trova in situazioni in cui vorremmo parlare per fare bella figura e puntualmente ci si ritrova non sapere cosa dire.
Tante volte si ricade nella banalità della monotonia o nella paura di essere monotoni.
Se devo dirti che ti amo, mica mi metto a ripeterlo tutti i giorni con le solite cinque lettere, due parole e lo spazio che le separa!
Come minimo ti annoieresti e di conseguenza mi sentirei buona a nulla.
Se non trovo le parole giuste ti guardo semplicemente.
Si dice che lo sguardo valga più di mille parole.
Se non ho la possibilità di guardarti ti scrivo, cerco di mettere insieme quelle mille parole che non riescono a valere uno sguardo.
Tu sorridi compiaciuto, apprezzi il mio sforzo e comprendi ciò che sento, ma continui a sostenere che tante cose non si possono esprimere a parole.
Per Dante il Paradiso è fonte elevatissima di valori inesprimibili e per alcuni “comuni mortali” come me, il Paradiso emerge nella vita vissuta sulla terra.
Vasco Brondi scrive nella sua canzone che “Noi siamo meglio di un telefilm e infatti non ci diciamo niente”.
Vasco Brondi ha ragione, è meglio se non ci diciamo niente, le parole sono utili a far poco, sono piccoli strumentini per bisogni elementari.
Tante volte sono l’emblema della banalità e noi non siamo banali, almeno cerchiamo di non esserlo e lo siamo solo ogni tanto, quando inspiegabilmente ne senti il bisogno.
Le cose grandi non cercano parole. Quante volte vorremmo far fuori tutti quegli inutili convenevoli che siamo “costretti” a fare per apparire consoni a determinate situazioni?
Il vero amore, il vero dolore, la vera fede non ammettono frivolezze.
In quel caso il linguaggio parlato è pura apparenza, e l’apparenza non serve ai fini della genuinità e dell’autenticità del nostro essere; è un sottile involucro trasparente che non serve a nasconderci né a difenderci.
Invece di riempirti di parole ti riempio di altro, visto che vuoi sempre essere pieno di qualcosa.
Se fossimo in un telefilm potrei scegliere io di cosa riempirti, ma noi siamo meglio di un telefilm e quindi è bene che sia libero tu di scegliere.
Secondo me sceglieresti di viverci il mondo così come viene e di agire conseguentemente nel modo più semplice e umano possibile.
Secondo me funziona: scommettiamo?

Ricaduta?!?

Ecco, è una vita che non scrivo, forse solo questa estate, una frase qua e là.
Ora però ho iniziato a pensare: e se riaprissi il blog? E’ vero che è un po’ da pazzi dato che non ho neanche il tempo di respirare.

Dunque, pubblicherò il ritorno con un titolo anche abbastanza strambo.

La vita prosegue, la maturità si avvicina e presto me ne andrò via da questa specie di paese in cui vivo. Vorrei tanto trovarmi nella situazione di Truman quando sta per scoprire che tutto il suo mondo è solo una microscopica parte del mondo vero e proprio.

Ho una mezza idea di provare a scribacchiare un po’ qualcosa di nuovo..
Sperando che la pigrizia non incomba troppo.

Ci provo.

San Lorenzo

​Mentre eravamo in spiaggia, buio intorno e questo falò acceso.. tutti vicini, erano sette o otto che io non conoscevo.. mi sono messa tra loro un po’ in imbarazzo perchè ero l’unica non in tenuta da mare. Antonio aveva portato un telo e ci siamo seduti, è saltata fuori una chitarra ma gli altri erano ubriachi e un po’ cannati. Ho acceso una sigaretta e ho imbracciato la chitarra. Ho suonato qualche accordo pensandoti intensamente.. poi mi hanno preso la chitarra e io mi sono sdraiata con la mia borsa come cuscino. Ho assistito allo spettacolo più bello del mondo. 

Milioni e milioni e milioni di stelle proprio su di me. Mi sono totalmente isolata per alcuni minuti. Loro continuavano a bere mentre io guardavo meravigliata quello splendore, il cielo mi sovrastava come un gigante buono e il rumore del mare era il sottofondo. Ho provato la sensazione di essere abbracciata da quella coltre gigante, io, così piccola.

Ho chiuso gli occhi per un attimo, ho cercato di essere totalmente senza pensieri ed ho cercato di rilassarmi. 

Ma nello stesso tempo dominava il pensiero di essere così piccola in quella immensità.

Ho riaperto gli occhi e ne ho viste due contemporaneamente. Due puntini luminosi che si sono incontrati lassù lasciando una scia bianca dietro di loro.

Visto che erano due ho espresso due desideri. Uno per me e uno per te.

Poi mi sono alzata e continuavano a bere e a fare un gioco un po’ stupido sempre basato sull’alcool.

Dopo pochi minuti ho sentito un brivido di freddo lungo la schiena e mi è sembrato come se qualcuno mi abbracciasse alle mie spalle.

Mi sono girata e non c’era nessuno.

Ho sentito le tue carezze e mi sono tranquillizzata sorridendo ad Antonio. Lui ha ricambiato, ma in realtà io cercavo il tuo di sorriso.

Ti ho sentito presente come non mai. Ti sentivo sdraiato accanto a me che ho appoggiato la testa sul tuo petto ed evitavi di parlare, affondando una mano nei miei capelli sciolti. Il tutto in quello scenario appartenente ad un sogno reale. 

Mentre immaginavo questo una terza stella si è mossa ed ha lasciato una scia più lunga. 

Stavolta il desiderio riguardava Noi.

Noi che che abbiamo i cuori legati così strettamente che nessuno riuscirà a separarli.
È stato il mio primo San Lorenzo al mare.
Sono maggiorenne ormai!
Con te.

Dormi bene Amore Mio!

Piccole Perle Pensanti

Sai cosa penso? Beh, non è assolutamente facile dirlo o forse lo è troppo. Ho sempre paura della banalità e tu lo sai bene, ma sei anche colui che mi fa smettere di giudicare le mie pippe mentali e quindi continuo ad estendere a te i miei pensieri senza timore alcuno. La tua unicità sta anche in questo. E’ da masochisti pensare che un giorno potresti andare via di punto in bianco e proprio per questo non mi domando niente. Sono qui a rifiutarmi di occupare la mente, la vorrei vuota adesso. Non riesco ad essere senza pensieri, un cuore che pulsa sensazioni sempre diverse e sempre più intense. Vorrei sopprimere tutte le mancanze ma non è possibile. Vorrei vederti semplicemente felice e gioire vedendoti nel pieno di una giornata solo nostra che dura un’eternità..
E’ sublime ciò che rende benessere e malessere nello stesso tempo e siamo proprio noi. Ti rendi conto? Due persone che incarnano il concetto filosofico del sublime! Potrebbe sembrare una storia comune, proprio come i luoghi comuni che si sentono quando qualcuno dice che ogni storia è unica. Nella nostra unicità siamo come gli altri… importanti al punto giusto, capaci di stare bene quando stabiliamo un flebile contatto e di stare male perchè ci manchiamo a vicenda. A cosa serve sognare del tempo insieme? Dove portano i sogni? E il tempo?
Queste parole escono istintivamente dalla mia testa e atterrano sull’ennesimo foglio occupato solo per tentare di liberarmi da un peso simile. Ho solo dei fogli scritti, potrebbero essere dei temi, dei libri, dei trattati. E sono solo tuoi. E’ tanto, davvero tanto. A questo punto lo credo anch’io, sei fortunato, perchè non mi sono mai sentita così coinvolta, non ho mai avvertito uno stimolo così forte, non ho mai avuto un regalo così grande. E ora? L’odore di questo inchiostro mi inebria a tal punto da farmi immaginare che le lettere stiano per materializzarsi e stiano per spiccare il volo per arrivare da te, avvolgerti sicure e rubarti un fotogramma del film di cui noi siamo protagonisti, per poi tornare da me con il nero sbiadito in modo che io possa farlo diventare rosso fuoco.
Mi fermo qui, il foglio è finito e la campanella sta per suonare. Ho ancora il libro aperto sul banco e tornerò a casa senza distogliermi dall’atto di continuare a scriverti per solleticarti dolcemente ed accarezzarti la pelle in un’immagine che ti cattura l’anima.
Riapro gli occhi sul mondo reale e tornerò presto nella mia dimensione segreta.