Pigiama, gola irritata e una tazza di tè. Pomeriggio Post-Senato.

L’altra sera, prima di partire non ho avuto neanche il tempo di andare a letto un po’ prima visto che dovevo alzarmi alle 5. Figuriamoci se avrei scritto un altro post.

Dunque sono tornata, è andato tutto bene, per fortuna. E’ stato molto stancante, il prof di educazione fisica voleva farci fare i km a piedi e ci è riuscito. Martedì abbiamo visitato l’Abbazia di Montecassino, bella ma a mio avviso troppo “pacchiana”, sta a testimone della ricchezza smisurata del clero, che sia storica o meno. Questo ovviamente vale anche per tutte le altre chiese e basiliche che ho visitato in questi due giorni. Nel pomeriggio siamo arrivati in piazza S.Pietro a Roma. E che lo dico a fare! Sono stata coi miei compagni di classe a girare un po’. Dopo siamo andati in albergo. Le stanze facevano cagare, 10 metri per 5 ed erano triple! Meno male che almeno mi sono messa d’accordo con due amiche per bene. Le finestre erano serrate con delle grate di ferro e sembrava di essere nella cella di un carcere, minorile nel nostro caso. Per fortuna la stanza di alcuni amici aveva il balcone e quindi io e le altre siamo rimaste lì fino alle 4 di notte tra patatine, sigarette, sigari e chiacchiere. Risultato: dopo tre km a piedi (da Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e via dei Condotti fino a Porta Maggiore) quando avevo i piedi che mi bestemmiavano in cinese, ho dormito tre ore scarse, per stare la mattina dopo a fare il doppio delle attività.
Mercoledì avevamo in programma la visita all’interno del Colosseo, davvero bello, non me lo aspettavo così. E poi all’Altare della Patria, salendo con l’ascensore sull’estremità si gode un panorama mozzafiato, anche se la nebbia stava a nostro discapito. Nel pomeriggio via del Corso tempo libero una mezz’ora per pranzare. Mega panino al McDonald’s. Nel frattempo piove a dirotto. Il ristorante era pieno zeppo e dopo aver trovato dei posti all’esterno sulla terrazza hanno sgomberato la sala perchè una ragazza (tra l’altro della mia scuola) è caduta dalle scale. Usciti fuori abbiamo raggiunto la libreria del senato. Qui si sarebbe tenuto l’incontro su Giustino Fortunato e la Questione meridionale. Siamo arrivati fradici ma più o meno eleganti. La conferenza è andata molto bene, i tizi dell’archivio storico si sono complimentati con la mia prof, la quale si è montata un po’ di più la testa (come se non fosse già abbastanza saccente di suo). E’ venuto anche un senatore di Matera, Vito Petrocelli, del M5S, che nonostante la sua posizione politica critica è stato molto bravo e gentile. Per la cronaca abbiamo scambiato un paio di tweet stamattina e si è complimentato ulteriormente.  Alla fine della conferenza ci siamo avviati verso il senato vero e proprio, Palazzo Madama. Siamo entrati e ci hanno perquisiti manco fossimo al confine della Palestina con Israele, poi ci hanno fatto accomodare in tribuna. C’era una seduta in atto. Non ho parole per descriver lo schifo di quel momento. C’era un casino impressionante. Le prof si sono alzate per farci zittire quando si sono accorte che a fare chiasso erano i senatori e non noi, che stavamo paradossalmente zitti per la meraviglia. Ci avevano fatto lasciare tutti i cellulari, non si possono fare foto nè video e i telefoni devono rimanere spenti. Eppure lì dentro era un continuo squillo di cellulari. Non c’era un senatore che seguiva ciò che dicevano gli altri. Mi sembrava una torre di Babele. Ogni seggio aveva come minimo un iPad, alcuni addirittura l’iMac montato e in funzione. Chi parlava a destra, chi a manca, chi al cellulare e chi stava su facebook e twitter. Ho contato due senatori che se la dormivano di testa al computer acceso. Proprio così ci danno il buon esempio, e soprattutto si decide il futuro dell’Italia. Nel frattempo si sono fatte due votazioni, hanno respinto le dimissioni di due di loro. A me veniva da ridere tanto era il disgusto, mi sembravano tanti fenomeni da baraccone in giacca e cravatta. Quando ci hanno detto di andare via per far entrare un altro gruppo tutti ci siamo avviati verso l’uscita ridendo e facendo commenti negativi. (Qui al minuto 41.00 ci saluta la vicepresidente.) I carabinieri che stavano davanti la porta d’ingresso si sono messi a ridere sotto i baffi. Nel frattempo si è scatenato il diluvio e comunque c’era da camminare venti minuti per raggiungere il pullman. Ci siamo messi a camminare sotto la pioggia e ci siamo inzuppati dalla testa ai piedi. Finalmente ci siamo messi in viaggio e siamo arrivati a casa alle due di notte. Stanotte sono stata malissimo, mi sono presa un raffreddore e ho la gola in fiamme. Una tazza di tè caldissimo è il top. Non sono andata a scuola e neanche domani ci andrò, perchè scendiamo in piazza a dibattere su un argomento delicatissimo che riguarda la nostra amata Lucania. Nel post seguente metterò degli articoli che ne parlano. Sabato abbiamo assemblea di istituto. Lunedì la prof di italiano non c’è quindi è leggera la giornata. Questo pomeriggio di riposo post-senato forse me lo merito.

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