Piccole Perle Pensanti

Sai cosa penso? Beh, non è assolutamente facile dirlo o forse lo è troppo. Ho sempre paura della banalità e tu lo sai bene, ma sei anche colui che mi fa smettere di giudicare le mie pippe mentali e quindi continuo ad estendere a te i miei pensieri senza timore alcuno. La tua unicità sta anche in questo. E’ da masochisti pensare che un giorno potresti andare via di punto in bianco e proprio per questo non mi domando niente. Sono qui a rifiutarmi di occupare la mente, la vorrei vuota adesso. Non riesco ad essere senza pensieri, un cuore che pulsa sensazioni sempre diverse e sempre più intense. Vorrei sopprimere tutte le mancanze ma non è possibile. Vorrei vederti semplicemente felice e gioire vedendoti nel pieno di una giornata solo nostra che dura un’eternità..
E’ sublime ciò che rende benessere e malessere nello stesso tempo e siamo proprio noi. Ti rendi conto? Due persone che incarnano il concetto filosofico del sublime! Potrebbe sembrare una storia comune, proprio come i luoghi comuni che si sentono quando qualcuno dice che ogni storia è unica. Nella nostra unicità siamo come gli altri… importanti al punto giusto, capaci di stare bene quando stabiliamo un flebile contatto e di stare male perchè ci manchiamo a vicenda. A cosa serve sognare del tempo insieme? Dove portano i sogni? E il tempo?
Queste parole escono istintivamente dalla mia testa e atterrano sull’ennesimo foglio occupato solo per tentare di liberarmi da un peso simile. Ho solo dei fogli scritti, potrebbero essere dei temi, dei libri, dei trattati. E sono solo tuoi. E’ tanto, davvero tanto. A questo punto lo credo anch’io, sei fortunato, perchè non mi sono mai sentita così coinvolta, non ho mai avvertito uno stimolo così forte, non ho mai avuto un regalo così grande. E ora? L’odore di questo inchiostro mi inebria a tal punto da farmi immaginare che le lettere stiano per materializzarsi e stiano per spiccare il volo per arrivare da te, avvolgerti sicure e rubarti un fotogramma del film di cui noi siamo protagonisti, per poi tornare da me con il nero sbiadito in modo che io possa farlo diventare rosso fuoco.
Mi fermo qui, il foglio è finito e la campanella sta per suonare. Ho ancora il libro aperto sul banco e tornerò a casa senza distogliermi dall’atto di continuare a scriverti per solleticarti dolcemente ed accarezzarti la pelle in un’immagine che ti cattura l’anima.
Riapro gli occhi sul mondo reale e tornerò presto nella mia dimensione segreta.

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